Lettera 1

* LA PRIMA LETTERA DI BRUCE LEE *

1 – DATATA 30 OTTOBRE 1964, DA OAKLAND( CALIFORNIA ) – Scritta a macchina –


La nostra corrispondenza è sempre stata così : un corso d’acqua di montagna, un continuo incontrarsi e separarsi. Comunque, ti scrivo di nuovo dopo un’assenza non troppo lunga, se consideriamo la lunghezza delle volte scorse. E’ passato un anno da quando sono tornato da Hong Kong, e come avrai probabilmente notato dalla busta di questa lettera, mi sono spostato da Seattle alla California. Sono ormai qui da un paio di mesi e le cose stanno andando avanti abbastanza bene. Per il momento sto seguendo alcuni corsi all’Università della California. A proposito, prenderò una laurea in filosofia. Tu invece come stai? Ho incontrato qualcheduno quando ero a Hong Kong, e dopo aver sentito le varie voci che mi sono arrivate là, ora non sò proprio a cosa credere. Inoltre ho anche visto i gemelli ( in effetti, solo uno di loro ) mentre camminavo per le strade di Hong Kong. Sono tornati in Australia? Ho sentito dire che sono piuttosto odiosi. Hawkins Cheung è ad Hong Kong adesso. Ora come ora mi riposo leggendo libri e praticando Kung Fu. Vivo con un tipo anche lui matto per l’arte cinese ( lui sì che pratica per davvero: può rompere un mattone in fondo ad una pila senza rompere quello in cima ), ed insieme pratichiamo per due ore al giorno. Abbiamo una bella palestrsa tirata su in un garage dove ho anche innalzato anche i miei caratteri cinesi. Il mio partner ha anche costruito altri due pupazzi ( uomo di legno ) diversi che sono risultati essere molto utili. Adesso stiamo completando dell’equipaggiamento protettivo per un po’ di vero sparring senza tirare pugni. Spero di avere presto tue notizie, Bruce.

I gemelli a cui si riferisce Bruce nella sua lettera sono Dave e Vince Lacey, due cinesi sangue misto. Erano soliti andare in giro con me e con lui ai tempi di Hong Kong. A causa della “discriminazione razziale al contrario”per il clan Wing Chun degli anni ’50, i gemelli furono espulsi dalla scuola di Yip Man. Ma in qualche modo la scuola Choy Lay Fut li accettò. Forse questo accadde perchè il Choy Lay Fut era più liberale nella selezione, o forse perchè per loro contava di più il denaro. Lo stile Choy Lay Fut era il principale avversario del Wing Chun. Tutto quello che noi respingevamo, loro lo avrebbero preso, il che includeva i due ” odiosi ” gemelli, come li chiama Bruce. Da quando Bruce fu introdotto al Wing Chun Kung-Fu ( Kung Fu non è in realtà il giusto modo di scriverlo ma è stato ormai accettato in tutto il mondo così ), questo divenne il suo vero grande amore. Praticava ovunque ed in ogni momento ne avesse occasione: stretching, esercizi isometrici, direzione del suo chi interno verso varie parti del corpo. Quando incontrò James Lee, “matto per le arti cinesi” che più tardi divenne studente di Bruce, cominciarono ad allanarsi senza sosta. Svilupparono anche nuove modifiche all’uomo di legno che si dimostrò essere più adatto per l’addestramento Wing Chun e che si poteva trasformare in un abbigliamento protettivo durante il training full conctact. Bruce fu effettivamente responsabile per la promozione di tornei full conctact negli USA e nel mondo. Nella mia risposta alla sua ultima lettera, gli dissi che non mi interessava gente “fuori di testa che spezza mattoni e tavole”. Lo feci per motivarlo, e immagino che questo lo abbia turbato. Bruce era un atleta molto competitivo. Questo lo rese il migliore. Infatti, per molti anni egli provò a competere con me al fine di impressionarmi positivamente. Iniziai ad allenare Bruce nel Wing Chun nel 1954 quando lui era ufficialmente ancora allievo del Gran Maestro Yip Man. Lo aiutai sotto molti aspetti nello sviluppo delle sue capacità di combattimento. Nella mia risposta alla lettera, gli ricordai che con solo 4 anni di allenamento nel Wing Chun, non aveva perso un incontro, quindi non avrebbe dovuto guadare alrove se cercava uno stile superiore. Più tardi scrisse un soggetto cinematografico, “The Silent Flute”(uscito in Italia con il titolo: Messaggi da forze sconosciute). Era la storia di un pellegrino in cerca della saggezza ultima. Dopo aver attraversato molte difficoltà questi trovava alla fine la scatola magica, che in teoria doveva contenere quello che lui era andato a cercare. Quando l’aprì, per sua sorpresa, scoprì che la scatola era vuota. Ma nel richiuderla notò la sua immagine riflessa in uno specchio, il quale si trovava dentro il coperchio. Egli quindi scoprì che la più grande saggezza risiedeva in lui stesso. Questo tema era simole al mio suggerimento a Bruce: ad ogni modo, a quel tempo egli era completamente assorbito nella disperata ricerca di un altro sistema migliore del Wing Chun. Bruce ed io eravamo vicinissimi e ci capivamo alla perfezione. Il fatto che io l’abbia sempre trattato come un fratello minore spesso lo irritava, ma volli insistere nel farlo. Anche quando gli dissi che lui mi aveva scritto solo per ottenere delle informazioni sul Kung Fu da me, questo lo fece piuttosto arrabbiare.